Quando un incidente stradale provoca lesioni fisiche, il risarcimento non riguarda soltanto le spese mediche sostenute o l’eventuale perdita di reddito. Una delle componenti più importanti è rappresentata dal danno biologico, cioè dalla lesione dell’integrità psicofisica della persona suscettibile di valutazione medico-legale. Si tratta di un danno che viene riconosciuto indipendentemente dalla professione svolta e dalla capacità della vittima di produrre reddito: ciò che viene preso in considerazione è la compromissione della salute conseguente all’incidente e l’incidenza che questa produce sulla persona.
Che cosa si intende per danno biologico
Il danno biologico può derivare da conseguenze temporanee oppure permanenti. Dopo un incidente, infatti, può esserci un periodo durante il quale la persona non è in grado di svolgere normalmente le proprie attività quotidiane, seguito eventualmente dalla permanenza di postumi anche dopo la stabilizzazione clinica. La valutazione medico-legale deve quindi distinguere l’invalidità temporanea dall’invalidità permanente e stabilire, sulla base della documentazione sanitaria e dell’esame della persona, quale sia stata effettivamente la conseguenza delle lesioni riportate.
L’invalidità temporanea riguarda il periodo necessario alla guarigione o alla stabilizzazione delle condizioni. Può essere totale, quando le conseguenze dell’incidente impediscono sostanzialmente lo svolgimento delle normali attività, oppure parziale, quando la limitazione diminuisce progressivamente durante il recupero. Non coincide necessariamente con i giorni di assenza dal lavoro: il parametro è la compromissione dell’integrità psicofisica e della vita quotidiana della persona.
La valutazione dei postumi permanenti
Quando, terminato il percorso di cura, rimangono conseguenze che non possono essere considerate transitorie, il medico legale procede alla valutazione dell’invalidità permanente. Il danno viene espresso attraverso una percentuale che rappresenta l’entità dei postumi residui. Un’invalidità permanente del 5%, per esempio, non significa che la persona abbia perso il 5% della propria capacità lavorativa, ma che la lesione ha determinato una compromissione permanente dell’integrità psicofisica valutata secondo criteri medico-legali.
La percentuale non viene stabilita semplicemente sulla base della diagnosi iniziale. Due persone che abbiano subito apparentemente la stessa lesione possono presentare evoluzioni cliniche differenti. Per questo assumono particolare importanza gli esami diagnostici, i referti specialistici, le terapie effettuate, il decorso clinico e la situazione riscontrata al momento della stabilizzazione dei postumi. La valutazione deve inoltre verificare il rapporto causale tra le conseguenze lamentate e l’incidente.
Perché la documentazione sanitaria è fondamentale
Uno degli aspetti più delicati nelle richieste di risarcimento riguarda proprio la dimostrazione delle conseguenze dell’incidente. Il verbale del pronto soccorso rappresenta normalmente il primo elemento della documentazione, ma spesso non è sufficiente. Visite specialistiche, esami diagnostici, prescrizioni, fisioterapia, certificazioni e controlli successivi permettono di ricostruire l’evoluzione delle lesioni e possono assumere un ruolo determinante nella successiva valutazione medico-legale.
È importante che vi sia continuità nella documentazione clinica. Periodi molto lunghi senza controlli o certificazioni possono rendere più complesso dimostrare la persistenza dei disturbi e il loro collegamento con il sinistro. Allo stesso modo, non è opportuno considerare concluso il danno semplicemente perché è terminata una determinata terapia: la valutazione definitiva dei postumi dovrebbe avvenire quando il quadro clinico può essere considerato stabilizzato.
Dal punteggio medico-legale alla quantificazione economica
La percentuale di invalidità permanente rappresenta il punto di partenza della quantificazione, ma non corrisponde automaticamente a una cifra fissa. Il valore economico dipende da diversi parametri, tra i quali rientrano l’entità dell’invalidità e l’età della persona danneggiata. Per le lesioni derivanti dalla circolazione stradale il sistema risarcitorio distingue inoltre le lesioni di lieve entità dalle lesioni di maggiore gravità, applicando i criteri previsti dalla normativa e, nei casi in cui trovano applicazione, le relative tabelle di liquidazione.
Questo significa che parlare genericamente di “un punto di invalidità” può essere fuorviante. Il valore economico del punto non è necessariamente identico in ogni situazione e la quantificazione complessiva deve essere effettuata considerando il quadro concreto. Nei casi più rilevanti può inoltre essere necessario valutare aspetti ulteriori rispetto alla semplice percentuale medico-legale, quando le conseguenze della lesione incidono in maniera particolare sulla vita della persona.
Danno biologico e danno patrimoniale non sono la stessa cosa
Un altro elemento importante è distinguere il danno biologico dalle conseguenze economiche dell’incidente. Una lesione può determinare un danno alla salute e, contemporaneamente, produrre una perdita di reddito, spese mediche, costi di assistenza o una riduzione della capacità lavorativa specifica. Sono voci differenti e devono essere esaminate separatamente.
Una persona può quindi avere diritto al risarcimento del danno biologico anche quando non ha subito alcuna perdita economica. Al contrario, quando le conseguenze dell’incidente incidono concretamente sull’attività professionale, può essere necessario valutare anche l’esistenza di un danno patrimoniale ulteriore, purché adeguatamente dimostrato.
La visita del medico legale della compagnia assicurativa
Nel corso della procedura risarcitoria la compagnia assicurativa può sottoporre il danneggiato a una visita medico-legale. Il professionista incaricato esamina la documentazione e valuta le conseguenze dell’incidente ai fini della formulazione dell’offerta. Questa valutazione non deve però essere considerata necessariamente definitiva.
Quando vi sono dubbi sulla corretta quantificazione dei postumi o l’offerta risarcitoria appare non adeguata rispetto alle conseguenze effettivamente subite, può essere utile disporre di una valutazione medico-legale di parte. Il confronto tra valutazioni differenti è uno degli aspetti che possono assumere maggiore rilievo nella gestione della richiesta risarcitoria, soprattutto quando esiste una distanza significativa tra il danno prospettato dalla compagnia e quello ritenuto effettivamente sussistente.
Quando l’offerta assicurativa non appare adeguata
Ricevere una proposta dalla compagnia non significa essere obbligati ad accettarla. Prima di sottoscrivere una quietanza o un accordo definitivo è opportuno comprendere quali voci siano state riconosciute, quale percentuale di invalidità sia stata attribuita e su quali elementi sia stata effettuata la quantificazione.
Una differenza apparentemente limitata nella valutazione medico-legale può incidere in maniera significativa sull’importo complessivo, soprattutto quando ai postumi permanenti si aggiungono un periodo consistente di invalidità temporanea, spese sanitarie o ulteriori conseguenze documentabili. Per questo la verifica dovrebbe riguardare l’intero danno e non soltanto la cifra finale proposta dall’assicurazione.
La valutazione deve riguardare la persona, non soltanto la lesione
Il danno biologico non può essere ridotto a un semplice calcolo matematico. Le tabelle e i parametri economici sono necessari per garantire criteri il più possibile uniformi, ma alla base rimane una valutazione medico-legale delle conseguenze concretamente prodotte dall’incidente. Ricostruire correttamente il percorso clinico, attendere la stabilizzazione dei postumi e verificare che tutte le componenti del danno siano state considerate permette di affrontare la richiesta di risarcimento su basi più solide.
Prima di accettare una proposta definitiva della compagnia assicurativa, soprattutto in presenza di lesioni permanenti o di un percorso di guarigione complesso, può quindi essere opportuno verificare la correttezza della valutazione medico-legale e della conseguente quantificazione economica.
Avvertenza
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e divulgativo e non sostituiscono la valutazione del singolo caso da parte di un professionista. La determinazione del danno biologico e del relativo risarcimento dipende dalle circostanze del sinistro, dalla documentazione sanitaria, dagli accertamenti medico-legali e dalla normativa applicabile al caso concreto.